Un conto dormiente è un rapporto bancario o finanziario
(come un conto corrente, un libretto di risparmio, un deposito titoli, una polizza, ecc.)
che non viene movimentato dal titolare per un periodo di tempo prolungato.
In pratica, il rapporto rimane formalmente aperto presso l’intermediario
(banca, posta, compagnia assicurativa), ma il cliente non effettua più
operazioni: non versa, non preleva, non aggiorna i dati, non utilizza i servizi collegati.
Quando un conto diventa “dormiente”
Un conto non diventa dormiente da un giorno all’altro: è necessario un periodo di
totale inattività. In base alla normativa italiana sui rapporti dormienti, un rapporto bancario o finanziario
può essere considerato “dormiente” quando:
-
non viene effettuata alcuna operazione ad iniziativa del titolare o di un suo delegato
per un periodo di 10 anni;
-
il valore complessivo del rapporto è superiore a 100 euro.
Al verificarsi di queste condizioni, l’intermediario è tenuto ad avvisare il cliente e a
concedere un termine (in genere 180 giorni dalla comunicazione) per
impartire disposizioni o movimentare il rapporto. In mancanza di intervento, il rapporto
può essere estinto e le somme trasferite al fondo previsto dalla legge.
È importante distinguere la dormienza da altre situazioni:
- Conto con pochi movimenti: rimane comunque “attivo” se ci sono operazioni saltuarie.
- Conto chiuso: è un rapporto che non esiste più, il saldo è stato azzerato.
- Conto dormiente: esiste ancora, ma è rimasto fermo per un periodo prolungato.
Perché esistono i conti dormienti
I conti dormienti nascono spesso da dimenticanze o cambi di vita:
- cambio di banca senza chiudere i vecchi rapporti;
- piccoli risparmi messi da parte anni prima e mai più controllati;
- rapporti intestati a persone decedute di cui gli eredi non sono a conoscenza;
- vecchie polizze o libretti postali dimenticati in un cassetto.
Con il passare del tempo questi rapporti possono accumulare somme anche significative,
che rischiano di non essere mai richieste dai legittimi titolari o dai loro eredi.
Nelle pagine successive vedremo: